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LA CARIE NEL PICCOLO PAZIENTE

Con il termine Early Childhood Caries (ECC) si indica la carie nella dentatura da latte nei bambini al di sotto dei 6 anni d’età.
Abbiamo poi una forma severa di carie, comunemente chiamata “sindrome da biberon”, che colpisce il piccolo paziente con età inferiore ai 3 anni.

Il Ministero della Salute definisce la carie una malattia infettiva a carattere cronico-degenerativo con eziologia multifattoriale.
Ragionando su questa definizione possiamo dire che per evitarne l’insorgenza e poi la sua progressione si devono attuare dei protocolli di prevenzione fin dai primi anni di vita del bambino, ma direi anche prima motivando ed istruendo già la mamma durante la gravidanza.

La patologia cariosa si manifesta con la comparsa di macchie bianco-giallastre sulla superficie liscia dei denti da latte.
Quelle famose macchie bianche che spesso le mamme vedono purtroppo sui denti dei loro bambini ma che inizialmente sottovalutano perché non sanno cosa sono.
Questa patologia colpisce inizialmente gli incisivi superiori, che sono i primi elementi che erompono in arcata, poi i molari, i canini e i secondi molari.
Gli incisivi inferiori invece vengono protetti meccanicamente dalla posizione assunta dalla lingua durante la suzione e dalla detersione salivare.
È di fondamentale importanza una diagnosi precoce da parte dell’odontoiatra in modo da poter procedere con un intervento conservativo minimo oppure alla remineralizzazione delle piccole zone interessate.

La dieta sappiamo che gioca un ruolo fondamentale nell’insorgenza di questa patologia cariosa ma vediamo insieme alcune abitudini scorrette che possono portare all’insorgenza di questo tipo di carie:
• l’assunzione prolungata con il biberon di sostanze dolci e zuccherate, soprattutto durante la notte, come il latte, la camomilla o i succhi di frutta;
• ciuccio immerso in sostanze dolci, come per esempio il miele;
• scarsa igiene orale;
• alimentazione ricca di carboidrati fermentabili;
• assunzione prolungata di sciroppi dolci la sera, prima di mettere a letto il bambino, dopo aver già lavato i denti.

L’allattamento al seno invece se da un lato sembra essere un fattore protettivo per lo sviluppo della carie nei più piccoli, dall’altro possiamo dire che se prolungato oltre l’anno d’età del bambino soprattutto notturno e non seguito poi dalle corrette procedure d’igiene orale può aumentare il rischio di carie.
Tutto questo per il fatto che gli effetti benefici del latte materno, che contiene alte concentrazioni di calcio e fosfato che proteggono i denti, vengono contrastati da altri fattori di rischio più importanti come la colonizzazione del loro cavo orale dai batteri cariogeni, lo svezzamento e quindi l’introduzione di altri zuccheri con la dieta ed un’igiene orale domiciliare non corretta.

Una volta diagnosticata questa patologia dall’odontoiatra, l’igienista ha il ruolo importante di motivare ed istruire i genitori, non solo sulle corrette procedure d’igiene orale domiciliare del loro bambino, ma anche sulle corrette abitudini alimentari, intervenendo sulla salute orale dei genitori in modo da intervenire sulla colonizzazione dei batteri cromogeni nel bambino e promuovere l’ingresso del piccolo paziente in studio fin da piccolo.

Nonostante l’attenzione alla salute in generale sia aumentata sappiamo che la prevalenza di carie nei bambini in età prescolare rimane un grande problema.
Solo motivando ed istruendo le mamme e chi si prende cura dei piccoli pazienti possiamo prevenire questi problemi anche per evitare al bambino il male, le paure e le brutte esperienze.

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